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  1. L’Associazione culturale Paradêsha nasce dall’idea che sempre sia esistita, esista ed esisterà la sacra Tradizione della Sapienza universale ed eterna. Tale idea significa che, per mezzo di essa, l’Essere Supremo ha sempre operato nella storia affinché l’uomo potesse sempre conoscerLo ed entrare in comunione con Lui, attraverso quell’insieme di forme di conoscenza (rivelazione, illuminazione spirituale) e di comunicazione sacre (religioni) che appunto è noto con il nome di «Tradizione».

  1. La missione di Paradêsha è di testimoniare, comunicare e promuovere la cultura sacra della Tradizione sapienziale universale.

  1. Il nome ‘Paradêsha’ è l’equivalente sanscrito del termine ‘Paradiso’, che ha inoltre il proprio corrispettivo nell’ebraico ‘Pardes’ e nell’arabo ‘Firdaus’; pertanto, Paradêsha indica simbolicamente tanto il Paradiso perduto quanto quello che sarà ritrovato alla fine dei tempi. In questo senso, la scelta di tale nome sta a significare ogni sforzo teso al recupero integrale di quella condizione di perfezione e di beatitudine, che apparteneva all’uomo nell’«Età dell’Oro». All’avvento di questa imminente era di Luce e nuova Vita, Paradêsha intende quindi dare il suo umilissimo contributo propiziatorio.

  1. Paradêsha riconosce l’Essere Supremo quale unico Creatore dell’universo ed unico Autore della Tradizione.

  1. Poiché il cosmo non è altro che un’immensa teofania, Paradêsha afferma la sacralità dell’universo e del divenire, ed in particolare, tra tutti gli esseri che lo popolano, quella dell’uomo, non solo in quanto unico vivente intelligente, ma soprattutto quale microcosmo del tutto analogo al macrocosmo. Considerando quindi sacra la natura, Paradêsha è assolutamente ecologista.

  1. Paradêsha è animata da una concezione metafisica, teologica e misterica dell’essere, dell’universo e del divenire, e pertanto professa la realtà immutabile di una Verità assoluta, eterna ed universale, che coincide in primis con la Divinità stessa. In tal senso, non ammette alcuna forma di intellettualità che non sia nel contempo una forma di spiritualità. Per conoscenza si intende, quindi, esclusivamente, ogni tipo di contemplazione, diretta o in diretta, delle verità eterne e dello stesso Essere Supremo.

  1. Paradêsha riconosce come fine primo ed ultimo dell’esistenza umana la conoscenza dell’ Essere Supremo e la comunione con Esso. Per questo, considera quale autentica civiltà umana unicamente quella che si consacra integralmente al raggiungimento di tale meta. Viceversa, considera vera e totale barbarie qualunque altra forma di società che ignori o neghi tale fine, o che addirittura contrasti consapevolmente ogni sforzo in tal senso.

  1. Paradêsha considera la Tradizione come l’unica sorgente provvidenziale dell’autentica civiltà.

  1. Paradêsha riconosce in particolare alla Tradizione il possesso e l’esercizio esclusivo delle funzioni del Magistero e della Profezia, ritenute in tutto e per tutto infallibili in quanto di origine divina. Per queste ragioni, Paradêsha considera la Tradizione come l’unica fonte di trasmissione delle verità assolute ed eterne.

  1. Paradêsha afferma che all’unica Tradizione sacra universale fanno capo tutte le Tradizioni o Forme tradizionali sacre particolari. Per questa ragione, Paradêsha è animata da un autentico spirito ecumenico nei confronti di tutte le autentiche Forme del Sacro, e delle rispettive tradizioni sapienziali. Di conseguenza, Paradêsha condanna ogni forma di discriminazione religiosa e di guerra interreligiosa.

  1. Paradêsha fa suoi il precetto del dio Apollo: «Conosci te stesso», ed il motto taoista: «Distruggete l’Oscurità, ripristinate la Luce. Riunite ciò che è disperso», con ciò intendendo la necessità assoluta della consapevolezza della verità, e la lotta incessante senza quartiere contro la menzogna e l’illusione. Inoltre, riconosce il dovere di affermare sempre l’unità che sempre trascende, e nel contempo unifica, ogni tipo di molteplicità.

  1. Paradêsha si pone in contrapposizione frontale rispetto ad ogni forma di satanismo, ateismo, nichilismo, materialismo, agnosticismo, relativismo, modernismo, progressismo, evoluzionismo, economicismo, pseudospiritualismo, intellettualismo, scientismo, razionalismo ed irrazionalismo; tutti fenomeni considerati alla stregua di altrettante nefaste manifestazioni di corruzione e decomposizione spirituali, intellettuali e morali o, più semplicemente, di pura demenza e perversità.

  1. Ben all’opposto dalla vulgata del pensiero unico dominante, Paradêsha considera l’era attuale quale «Età Oscura», ossia come fase terminale del processo storico totale, ed epoca di massima decadenza e barbarie in tutti i suoi aspetti: spirituali, intellettuali e morali. È precisamente allo spirito perverso di quest’epoca profondamente malata che Paradêsha decisamente si oppone.

  1. Paradêsha giudica l’attuale società moderna quale forma storica della massima mortificazione dell’essenza umana, nonché come la negazione pura, e tenebrosa, della vera civiltà: un dissimulato totalitarismo infernale che è ferocemente nemico di Dio e dell’uomo, votato, se possibile, alla spietata cancellazione di entrambi.

  1. Paradêsha riconosce come indiscussi maestri della Tradizione, e fonte di continua ispirazione, uomini come René Guénon, Julius Evola, Ananda K. Coomaraswamy, Titus Burckhardt, Frithjof Schuon, Elémire Zolla, Henry Corbin, Alain Daniélou, Martin Lings, Seyyed Hossein Nasr e molti altri animati dallo stesso spirito.

  1. Paradêsha attinge nella misura del possibile, e senza cedere ad alcun sincretismo, alle seguenti fonti sapienziali tradizionali dell’occidente e dell’oriente: l’Orfismo, il Pitagorismo, il Platonismo, la Sapienza dell’Egitto, di Babilonia, dei Magi dell’antica Persia Zoroastriana, l’Esoterismo e la Mistica cristiane, la tradizione Ermetico-alchemica, la Cabala ebraica, il Sufismo islamico, l’Induismo esoterico, il Tantrismo shivaita, il Buddhismo esoterico.

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