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Jean Reyor, A compimento dell’opera di René Guénon. Le “Considerazioni sulla via iniziatica”, traduzione di Paolo Carbonini, Edizioni PiZeta, San Donato (Mi), 2007, pp. 349.

 

Per chi si interessa seriamente all’esoterismo autentico, ossia a quello ortodosso in ogni senso, quest’opera di Jean Reyor è di un’importanza che non si può esitare a definire capitale. In effetti, per le ragioni che diremo, essa è il miglior complemento finora pubblicato alle due opere specificamente dedicate da René Guénonal sentiero iniziatico in generale (Considerazioni sulla via iniziatica e Iniziazione e realizzazione spirituale). Il pregio indiscutibile, ed assai evidente, di quest’opera è di aver affrontato tutte quelle questioni fondamentali – buona parte delle quali hanno natura effettivamente esistenziale – che inevitabilmente si pone chiunque mediti di entrare nella via iniziatica, a prescindere da quale possa esserne la forma effettiva; ci riferiamo, infatti, al problema delle qualificazioni iniziatiche, ed ai relativi dubbi che l’eventuale aspirante può nutrire sulla propria vocazione; a quello della scelta di un esoterismo specifico, all’impegno ed alle difficoltà di varia natura che esso comporta; alle concrete opzioni a disposizione per quanto riguarda il collegamento personale a dei centri iniziatici autentici, etc. Tutte questioni che nemmeno lo stesso Guénon, impegnato quasi esclusivamente, e doverosamente, nella definizione dei principî generali, aveva affrontato, e che qui vengono trattate con una saggezza, un’essenzialità, una chiarezza, ed una correttezza davvero ammirevoli e preziose. Si potrebbe, a buon diritto, parlare di un autentico realismo spirituale, con ciò intendendo un approccio intellettuale che applica assai brillantemente la prospettiva teorica ferreamente ortodossa del vero esoterismo alla concretezza della sua umana esperienza, dovendo quest’ultima, necessariamente, conformarsi in maniera totale alla natura del suo compito spirituale, ed al fine ultimo che si è così prefissata. Seguendo fedelmente le indicazioni dell’autore, è assai difficile farsi qualsiasi illusione – sia in senso positivo che negativo – sia sulle proprie effettive possibilità di realizzazione metafisica, e sia sulle condizioni legate ad un certo ambito esoterico. In merito a ciò, l’acutezza ed il rigore del nostro costituiscono una guida insostituibile al retto discernimento. Qualcuno potrebbe, invece, opinare su una sua presunta severità eccessiva; tuttavia, riteniamo senz’altro che, in linea generale, non si può, e non si debba – tenendo anche in conto i rischi ed i pericoli potenziali -, inquadrare quell’orizzonte diversamente da come Reyor ha meritoriamente fatto.

Ad ogni modo, l’ultima parola su ogni esistenza umana, specie nel contesto in oggetto, spetta solo a Dio, per cui chiunque pensi di percorrere un cammino esoterico, al di là di tutto quanto potrà conoscere o comprendere – o pensare di conoscere o comprendere -, sarà sempre e soltanto a Lui che dovrà rivolgere le proprie intenzioni, ed indirizzare le proprie speranze – cosa che anche l’autore opportunamente ricorda.

Su una sezione assai importante dell’opera intendiamo ora soffermarci quanto basta. Guénon, con la sua opera, si era votato al tentativo di restituire l’Occidente modernizzato alla Tradizione, ossia di ricostituire in esso un’autentica civiltà fondata integralmente sul Sacro. Per realizzare questo fine era indispensabile ristabilirvi una salda «élite intellettuale», ossia una forte comunità spirituale, a carattere iniziatico, capace di ripristinare l’ordinamento tradizionale a tutti i livelli. Talvolta, per effettiva incomprensione, o per pura malafede, è stato offuscato il vero e preciso pensiero di Guénon in merito. In ciò Reyor assolve pienamente il suo compito, evidenziando e sottolineando che, in primis, la base di tale completa reintegrazione dello spirito tradizionale occidentale non poteva che essere il Cristianesimo Cattolico. Nel testo si parla anche della Massoneria, ma la questione del suo impiego per le suddette finalità è talmente problematico, che lo stesso Reyor vi ha dedicato un volume a se stante; pertanto non ce ne occuperemo in questa sede, anche se, al momento, possiamo comunque limitarci a ricordare, come lui stesso fa, che essa era stata un’organizzazione iniziatica autenticamente ortodossa e pienamente consacrata al Cristianesimo Cattolico, e pertanto fedele a Santa Romana Chiesa. In proposito, desideriamo sottolineare un fatto estremamente importante, che infatti Reyor giustamente rimarca: così come, in generale, il Cristianesimo ha assorbito in sé, salvandolo, quanto doveva provvidenzialmente sopravvivere delle altre tradizioni sacre estintesi in concomitanza col suo avvento; allo stesso modo, accanto ad una via esoterica originariamente e specificamente cristiana, vi sono state delle altre vie esoteriche cristiane sorte però dalla consacrazione a Cristo di esoterismi appartenenti in origine a quelle stesse forme tradizionali scomparse. In relazione a ciò, quindi, dobbiamo segnalare l’utile digressione dell’autore sull’esoterismo cristiano, la quale ben si sposa col volume da lui specificamente dedicato a questo importantissimo tema (Studi sull’esoterismo cristiano, appunto), giacché dovrebbe essere fin troppo evidente che sarebbe più che opportuno, o comunque desiderabile, che l’élite intellettuale anzidetta sorgesse precisamente in un contesto iniziatico di questo tipo, in quanto appunto radicato nell’attuale sacra e vivente tradizione occidentale.

Guénon riteneva che solo uno sparuto numero di organizzazioni cristiane ortodossamente iniziatiche fossero ancora attive in Occidente – “almeno stando alle apparenze”, come giustamente dice Reyor -; tuttavia, da parte nostra, consapevoli, come del resto lo erano questi due intellettuali, che in tale campo non vi può essere alcuna pretesa all’“onniscienza”, riteniamo non sia affatto da escludere che la realtà sia ben differente. Guénon pensava che, a parte le organizzazioni che lui stesso aveva potuto conoscere direttamente – si pensi, ad esempio, alla Stella Interiore, conosciuta grazie a Louis Charbonneau-Lassay -, se ve ne fossero state delle altre, queste avrebbero dovuto necessariamente mettersi in contatto con lui, in quanto tramite con l’esoterismo d’Oriente. È verissimo che ogni centro spirituale secondario deve sempre, in un modo o nell’altro, rimanere in contatto col centro spirituale principale che rappresenta la Tradizione Universale Integrale; ma è altresì vero che tale contatto, come lo stesso Guénon sapeva fin troppo bene, può essere garantito con mezzi e modalità talvolta davvero invisibili e misteriosi – sopratutto nel corso di gravi crisi epocali -, tali, infatti, da non richiedere affatto l’intermediazione di agenti in carne ed ossa. D’altro canto, e lo scriviamo senza alcun cenno polemico, temiamo che il maestro di Reyor – ed anche il nostro – possa aver sottovalutato l’autonomia dell’esoterismo cristiano – sia nel tempo attuale che in quello passato -; senza contare, inoltre, che se realmente vi fossero – cosa che ovviamente possiamo solo supporre – molte più organizzazioni esoteriche cristiane di quanto ritenuto da alcuni, queste potrebbero benissimo restare opportunamente “coperte” – e perciò apparire isolate -, ed eseguire semplicemente gli ordini ricevuti dall’Alto per quanto concerne la posizione da assumere nella presente Età Oscura. Non è possibile, infatti, dubitare in alcun modo della Provvidenza Divina, e pensare che Essa abbia definitivamente abbandonato l’Occidente alla sua tragica decadenza; così come è impossibile ritenere che la salvezza di una civiltà, o della stessa Umanità, possa dipendere dall’iniziativa umana, quand’anche questa non sia altro che un docile e potente strumento – precisamente qual è la catena delle genuine comunità iniziatiche – nelle mani di Dio. E anche di questo, senza dubbio, Guénon e Reyor non potevano che avere un’assoluta certezza.

In conclusione, nessuno che abbia letto e compreso realmente Guénon, o anche altri maestri come Titus Burckhardt, Coomaraswamy, etc., dovrebbe privarsi di un testo così illuminante ed imprescindibile come questo.

 

Giovanni M. Tateo

 

 

Leggi anche: Jean Reyor, Studi sull’esoterismo cristiano

 

 

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